Enoturismo italiano? È nato in Toscana 30 anni fa

Io t a t i a n w i n e t o u r i s m ? I t w un s b o r n i n T u s c a n y 3 0 y e a r s a g o

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Il turismo enologico italiano è nato in Toscana 30 anni fa, motivo per cui oggi varcare la soglia di una cantina che produce vino sembra naturale. Nel 1993, un centinaio di cantine hanno dato impulso a un nuovo modo di avvicinarsi a uno dei prodotti più nobili e caratteristici al mondo: il vino. Quando l'Impero Romano ampliò i propri confini, destinò immediatamente parte delle nuove terre alla coltivazione della vite, come segno del proprio passaggio e della propria civiltà. Il vino, nettare mitico, celebrato tra gli dei con un dio a lui dedicato, Bacco, frutto di esperimenti, errori, evoluzioni del gusto e della tecnologia umana. Per molto tempo, le storie dei castelli francesi che aprivano le loro porte ai visitatori hanno stimolato l'immaginazione degli appassionati di enoturismo.

Nel 2024 saranno 25.000 le cantine che apriranno le loro porte

Nel 2024, 25.000 aziende vinicole apriranno le loro porte ai nuovi arrivati o meno, al tempo e allo spazio, a vantaggio sia dei produttori che dei visitatori. Ciò è dovuto al ritmo frenetico della vita moderna, con la pandemia che ha fatto la sua parte: la limitata possibilità di viaggiare consentita per quasi due anni ha spinto le famiglie a scoprire un turismo di prossimità, verso luoghi aperti, in contrapposizione all'isolamento imposto dalle feroci varianti del Covid19.

3 decenni di enoturismo

Così, tre decenni di porte aperte e la moda sempre più virale del vino hanno reso le cantine luoghi di cultura, intrattenimento e incontri con una dimensione umana fuori dal comune. Il famoso e sempre più citato terroir? Non si riferisce solo al suolo e alle condizioni climatiche favorevoli alla nascita e alla crescita di viti e uve sane. La scoperta del terroir, al centro dell'enoturismo, è ormai universalmente codificata come il contributo umano al processo di produzione di un vino.

Alla scoperta di realtà e produttori diversi

 

Le stesse uve, la stessa zona e vini diversi provenienti da produttori diversi dimostrano empiricamente come il fattore umano sia parte integrante degli aromi e del sapore di un vino. A Monteriggioni c'è il valore aggiunto di trovarsi nel territorio del Chianti, una denominazione storica conosciuta in tutto il mondo. Bellezza, storia e competenza si sintetizzano nei calici che offriamo a Poggio ai Laghi agli enoturisti che vengono a trovarci. E soprattutto, a Poggio ai Laghi ogni dettaglio è pensato per trasmettere il vino, il Chianti, la Toscana e il made in Italy, con un sorriso, attraverso emozioni ed esperienze legate al territorio.

Poggio ai Laghi
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